Category Archives: Tassazione

iva non dovuta studio godoli

Hai pagato un’IVA troppo alta? Da oggi è prevista la restituzione dell’imposta non dovuta

Ti è mai capitato di dover pagare un’IVA che a posteriori ti è risultata troppo alta?

Ad esempio al 22% quando doveva essere al 10%.

Da ottobre 2017 le cose cambieranno, e in meglio.

Voluntary Disclosure

Lotta all’evasione fiscale: il Fisco regola i conti nel 2017 con la Voluntary Disclosure bis

La Voluntary Disclosure nel 2015 ha recuperato ben 62 miliardi di euro, che erano stati trasferiti illecitamente all’estero da contribuenti non in regola. L’obiettivo per il 2017 è di continuare su questa linea per combattere l’evasione fiscale.

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Voluntary Disclosure bis per regolarizzare investimenti, attività finanziarie e contanti

È ripartita la Voluntary Disclosure con una nuova procedura di collaborazione volontaria stabilita dal Decreto Fiscale entrato in vigore lo scorso 24 ottobre.

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Le modifiche delle Transfer Pricing Guidelines per le transazioni intercompany

L’implementazione delle misure BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) è stata consolidata dalle modifiche, approvate lo scorso 23 maggio dall’OCSE, relative alle Transfer Pricing Guidelines for Multinational Enterprises and Tax Administrations, che negli Stati membri dell’OCSE hanno acquisito valore legale.

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Un chiarimento sul regime Patent Box in caso di opposizione

Nella risoluzione 81/E diramata il 27 settembre scorso dall’Agenzia delle Entrate, si precisa che eventuali procedimenti di opposizione alla registrazione di un marchio non hanno conseguenze sulle domande inoltrate per godere della tassazione agevolata prevista dal regime Patent Box.

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Gli incentivi fiscali automatici del piano Industria 4.0

Il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda ha fornito interessanti anticipazioni in merito agli incentivi fiscali automatici – che quindi potranno essere iscritti a bilancio senza il bisogno dell’autorizzazione ministeriale – previsti dal piano Industria 4.0, prossimo a diventare parte integrante della legge di bilancio.

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Stati a fiscalità privilegiata: come vengono individuati secondo la nuova normativa CFC

La circolare n. 35 del 4 agosto dell’Agenzia delle Entrate ha dedicato una notevole attenzione ai cambiamenti normativi introdotti dal DLgs. 147/2015 e dalla legge di stabilità 2016, che hanno riguardato la disciplina CFC (Controlled Foreign Companies).

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Una nuova Legge in materia di investimenti esteri

Una nuova Legge – la n. 122 del 7 luglio 2016 – ha introdotto diverse novità che riguardano i soggetti titolari di investimenti esteri.

Una delle principali è quella relativa all’abrogazione retroattiva al 1° gennaio 2016 del D.Lgs. 84/2005, il quale, in attuazione della “Direttiva Risparmio” 2003/48/CE, ha imposto lo scambio automatico di informazioni concernenti interessi e altri redditi finanziari tra le amministrazioni fiscali degli Stati comunitari.

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Stati come la Svizzera, con i quali sono in vigore accordi particolari, sono invece tenuti a effettuare un prelievo pari al 35%: la cosiddetta euroritenuta. È stato però recentemente ratificato dal Parlamento svizzero un accordo che prevede che lo scambio di dati inizierà a partire dal 2018 – quindi sarà relativo al 2017 – e la stessa tempistica è stata concordata anche con l’Austria, che finora ha rappresentato un’eccezione comunitaria, avendo optato per l’euroritenuta.

La nuova Legge non mira a porre fine allo scambio automatico, bensì ad allargarne il campo di applicazione anche in luce dei cambiamenti di cui sono state oggetto le fonti normative nel corso del tempo.

Ad esempio, come previsto dalla Direttiva 2014/107/UE, lo scambio di dati riguardante il 2016 – che è stato disciplinato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con il D.M. 28 dicembre 2015 – interesserà la generalità dei redditi di natura finanziaria e coinvolgerà anche Stati non comunitari che hanno aderito alla Convenzione Multilaterale sulla mutua assistenza ai fini fiscali.

Storia

Una gestione ottimale degli investimenti esteri richiede il supporto di professionisti abituati a occuparsi di operazioni di natura finanziaria in ambito internazionale. Lo Studio Godoli è membro di PKF International, un network di società indipendenti specializzate nella consulenza e revisione aziendale con più di 500 sedi nel mondo. Fissa un appuntamento per esporre i tuoi obiettivi a un consulente che ti spiegherà come raggiungerli.

 

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Dott.ssa Graziella Stefania Barone

Specializzata in consulenza fiscale e procedure concorsuali

 

 

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Un aggiornamento dell’Agenzia delle Entrate relativo al regime Patent Box

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente emanato un nuovo provvedimento – il n. 67014, che completa il n. 154278 del 1° dicembre 2015 – mirato a specificare quali sono gli Uffici a cui, a partire dal 6 maggio 2016, vanno spedite le istanze di accesso alla procedura di accordo preventivo ai fini del Patent Box.

La distinzione si basa sul volume d’affari o sui ricavi dell’impresa comunicati tramite l’ultima dichiarazione inviata prima della presentazione dell’istanza. Tra i due valori contemplati, deve essere preso in considerazione il più elevato.
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Per individuare l’Ufficio competente, è necessario fare riferimento alla seguente suddivisione prevista dal provvedimento:

  • Titolari di reddito d’impresa con un volume d’affari o un ammontare di ricavi pari o superiore a 300 milioni di euro (indipendentemente dal domicilio fiscale): Direzione Centrale Accertamento, Settore Internazionale, Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali
  • Titolari di reddito d’impresa con un volume d’affari o un ammontare di ricavi inferiore a 300 milioni di euro (con domicilio fiscale nel rispettivo ambito territoriale): Direzioni Regionali e Direzioni Provinciali di Trento e di Bolzano

L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una casella email a cui possono essere inviate eventuali richieste di informazioni: dc.acc.accordi@agenziaentrate.it.

Per avere delle risposte immediate ed esaustive in materia di Patent Box, puoi anche rivolgerti a un nostro consulente, che ti dedicherà un appuntamento gratuito.

 

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Dott.ssa Graziella Stefania Barone

Specializzata in consulenza fiscale e procedure concorsuali

 

 

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Si prospetta imminente la partenza della voluntary disclosure 2

“La voluntary disclosure 2 è un’ipotesi concreta”: questa frase pronunciata il mese scorso dal Presidente del Consiglio Renzi induce a pensare che a breve verrà lanciata una nuova iniziativa mirata a regolarizzare i capitali all’estero.

All’analoga operazione effettuata nel 2015 hanno partecipato più di 120 mila contribuenti, ai quali la regolarizzazione è costata mediamente meno del 7% del capitale rientrato. Il ricavo dell’erario ha quindi superato i 4 miliardi, in quanto le somme emerse hanno oltrepassato i 60 miliardi di euro.

Tuttavia secondo stime fornite in precedenza dalla Banca d’Italia i capitali italiani all’estero oscillavano tra i 150 e i 200 miliardi di euro. Pertanto la prima “voluntary disclosure” avrebbe riguardato solo un terzo di tali risorse.

Attualmente non è ancora possibile fare previsioni su quali saranno i costi – rappresentati da tributi e sanzioni – legati a questo secondo rimpatrio di capitali, invece appare alquanto probabile che la partenza dell’operazione sia imminente o che comunque debba avvenire entro l’estate.

Un tema come quello del rientro dei capitali va affrontato con la massima professionalità e competenza: la nostra esperienza in materia ti assicura una gestione priva di imprevisti di tutte le fasi dell’iter fiscale. Il primo appuntamento con un nostro consulente è gratuito: richiedilo tramite questa pagina.

 

 

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Dott.ssa Graziella Stefania Barone

Specializzata in consulenza fiscale e procedure concorsuali

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