Gestione della crisi di un gruppo di imprese: cosa cambia

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La necessità di una regolamentazione della crisi e dell’insolvenza dei gruppi di imprese è uno degli obbiettivi contenuti nello schema di Ddl approvato lo scorso febbraio dal Consiglio dei Ministri.  Lo schema della “riforma organica delle crisi di impresa e dell’insolvenza” mira a ottenere prioritariamente la formulazione di una definizione di “gruppo di imprese”, che ruoti attorno alla nozione di “direzione e coordinamento”, al fine di consentire una gestione della crisi e delle situazioni di insolvenza accentrate.

Nel piano di riforma è contemplata, quindi, la possibilità di consentire alle aziende in crisi o insolventi di poter inoltrare un unico ricorso per fare domanda di liquidazione giudiziale e richiedere di omologare un accordo unitario di ristrutturazione del debito, nonché di essere ammesse al concordato preventivo.

Ulteriori novità riguarderebbero l’introduzione di specifici obblighi dichiarativi e il deposito del bilancio consolidato da parte delle aziende che costituiscono il gruppo, al fine di esplicitare i legami partecipativi prima dell’inizio delle procedure concorsuali.

Nell’ambito della riforma, il criterio per attribuire la competenza della gestione delle procedure concorsuali, in modo da condurle in modo unitario, dovrà essere determinato anticipatamente, fermo restando comunque il principio dell’autonomia delle masse attive e passive delle diverse società. Altri criteri che dovranno essere predeterminati sono quelli relativi all’elaborazione del piano di gestione, che potrà comprendere anche riorganizzazioni aziendali mirate alla soluzione della crisi e alla salvaguardia dei diritti dei creditori. Ove una gestione unica delle procedure concorsuali non risulti attuabile, ad esempio con società soggette a legislazioni di Paesi differenti, si palesa invece l’esigenza di stabilire obblighi di informazione e di collaborazione.

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È inoltre prevista un’estensione del principio di postergazione ai crediti delle società che fanno parte del gruppo, fatti salvi alcuni casi di deroga mirata a facilitare la concessione di finanziamenti collegati ad accordi di ristrutturazione dei debiti o alla proposta di concordato preventivo.

Per regolamentare l’operatività sono previsti una serie di principi, quali:

  • la nomina di un giudice delegato e di un commissario giudiziale;
  • il deposito di un fondo per le spese di giustizia;
  • l’esclusione dal voto delle imprese del gruppo che vantano crediti nei confronti di altre società coinvolte nella procedura;
  • la votazione separata e contestuale dei creditori;
  • gli effetti prodotti da un eventuale annullamento o dalla risoluzione della proposta unitaria omologata.

Nel caso della liquidazione giudiziale, che andrebbe a sostituire quella del fallimento, viene indicata la nomina di un unico giudice delegato e un solo curatore, rimanendo, tuttavia, la presenza di più comitati di creditori, uno per ogni impresa del gruppo. La suddivisione dei costi della procedura viene concepita secondo un principio di proporzionalità tra le varie imprese del gruppo, mentre i poteri del curatore sono intesi in modo più ampio, anche verso altre aziende del gruppo che non risultano insolventi, nonché su operazioni precedenti lo stato di crisi, mirate a trasferire risorse finanziarie all’interno del gruppo, arrecando pregiudizio alle pretese dei creditori.

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In più il curatore potrà intraprendere azioni di responsabilità e denunciare gravi irregolarità commesse dagli organi di amministrazione delle società del gruppo che non rientrano nella procedura di liquidazione giudiziale. Se tali società si dovessero trovare in stato d’insolvenza, il curatore avrà la facoltà di farlo notare agli organi preposti per gli accertamenti del caso.

In considerazione delle pesanti conseguenze che una crisi aziendale produce all’interno del Gruppo, anche nell’ottica della riforma in corso di approvazione e per gestire nel modo migliore le situazioni più delicate che un’impresa può dover affrontare, non si può prescindere da un servizio completo di consulenza, come quello che il nostro Studio è in grado di fornire.

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