Lotta all’evasione fiscale: il Fisco regola i conti nel 2017 con la Voluntary Disclosure bis

Voluntary Disclosure

La Voluntary Disclosure nel 2015 ha recuperato ben 62 miliardi di euro, che erano stati trasferiti illecitamente all’estero da contribuenti non in regola. L’obiettivo per il 2017 è di continuare su questa linea per combattere l’evasione fiscale.

Lo scorso 7 febbraio, infatti, è partita la Voluntary Disclosure bis riferita alle attività fiscali illecite commesse prima del 30 settembre 2016. Chiunque entro tale data abbia trasferito del capitale in Italia o all’estero senza dichiararlo al Fisco, potrà fornire la propria “collaborazione volontaria” autodenunciandosi allo Stato per godere di sconti su relative more e sanzioni. È anche previsto un condono penale sui reati connessi, a patto che non siano gravi (come il riciclaggio).

Prerogativa principale per usufruire di questi sconti è il non essere oggetto di accertamenti in corso per i medesimi illeciti fiscali. Inoltre, chi avesse già aderito all’operazione del 2015 potrà presentare nuovamente istanza, ma soltanto ai fini della voluntary nazionale.

Per procedere con la regolarizzazione del capitale occorre:

  • presentare un’autodichiarazione che testimoni l’origine lecita e fiscale del denaro;
  • in presenza di un notaio, effettuare l’apertura di cassette di sicurezza in cui sia eventualmente conservato il denaro da dichiarare;
  • versare i beni presso un intermediario finanziario fino a che non sia concluso l’iter.

Voluntary Disclosure

È possibile presentare la richiesta di collaborazione volontaria usufruendo del modello messo a disposizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Tale richiesta è da far pervenire allo Stato necessariamente per via telematica: chi non fosse abilitato ai servizi Entratel o Fisconline può usufruire di appositi intermediari. La scadenza per la presentazione delle collaborazioni è fissata al 31 luglio 2017.

I pagamenti da parte dei contribuenti dovranno essere portati a termine entro il 30 settembre, in una soluzione singola o in tre rateizzazioni mensili. Per chi invece renderà meno soldi del dovuto, sarà previsto un aumento del debito (10% o 30% in base all’entità del debito stesso, 3% per i casi più lievi).

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Dott. Luciano Leonello Godoli

Specializzato nei rapporti internazionali, consulenze finanziarie e stragiudiziale

 

 

 

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