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Una nuova Legge in materia di investimenti esteri

Una nuova Legge – la n. 122 del 7 luglio 2016 – ha introdotto diverse novità che riguardano i soggetti titolari di investimenti esteri.

Una delle principali è quella relativa all’abrogazione retroattiva al 1° gennaio 2016 del D.Lgs. 84/2005, il quale, in attuazione della “Direttiva Risparmio” 2003/48/CE, ha imposto lo scambio automatico di informazioni concernenti interessi e altri redditi finanziari tra le amministrazioni fiscali degli Stati comunitari.

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Stati come la Svizzera, con i quali sono in vigore accordi particolari, sono invece tenuti a effettuare un prelievo pari al 35%: la cosiddetta euroritenuta. È stato però recentemente ratificato dal Parlamento svizzero un accordo che prevede che lo scambio di dati inizierà a partire dal 2018 – quindi sarà relativo al 2017 – e la stessa tempistica è stata concordata anche con l’Austria, che finora ha rappresentato un’eccezione comunitaria, avendo optato per l’euroritenuta.

La nuova Legge non mira a porre fine allo scambio automatico, bensì ad allargarne il campo di applicazione anche in luce dei cambiamenti di cui sono state oggetto le fonti normative nel corso del tempo.

Ad esempio, come previsto dalla Direttiva 2014/107/UE, lo scambio di dati riguardante il 2016 – che è stato disciplinato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con il D.M. 28 dicembre 2015 – interesserà la generalità dei redditi di natura finanziaria e coinvolgerà anche Stati non comunitari che hanno aderito alla Convenzione Multilaterale sulla mutua assistenza ai fini fiscali.

Storia

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Dott.ssa Graziella Stefania Barone

Specializzata in consulenza fiscale e procedure concorsuali

 

 

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Cambiamenti in vista per la revisione legale

La direttiva europea n.2014/56/UE, mirata a implementare gli strumenti utili per evitare possibili crisi finanziare, è destinata a modificare in tempi brevi la disciplina della revisione legale, in quanto il mese scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione di tale direttiva.

La “nuova direttiva di revisione”, come è stato chiamato il provvedimento, rappresenta un aggiornamento della direttiva 2006/43/CE che era stata attuata tramite il DLgs. 39/2010. Tuttavia va sottolineato che il quadro normativo che ne derivava era incompleto e che per regolamentare l’operatività di numerose disposizioni presenti in tale decreto è stato necessario emanare dei regolamenti attuativi che, in certi casi, anche di indubbia importanza come quelli della formazione continua e della qualità, risultano ancora non pubblicati.

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Nell’ottica di incrementare le garanzie di veridicità e affidabilità dei bilanci, il legislatore europeo ha puntato sulla necessità di avere uno standard qualitativo relativo alla revisione legale che sia uniforme in tutta l’Unione, nonché requisiti più stringenti che assicurino che l’operato dei revisori non venga influenzato dalle aziende oggetto della revisione.

Per quanto riguarda l’aspetto soggettivo della revisione legale non si prospettano cambiamenti, mentre invece la nuova disciplina mira a regolamentare l’attività dei revisori dal punto di vista della deontologia professionale, dell’indipendenza e dell’obiettività.

Una delle modifiche più significative riguarda la gestione del Registro dei revisori. Lo schema di decreto prevede di eliminare l’attuale suddivisione – che comprende due sezioni: una per i revisori attivi e l’altra per quelli inattivi – per creare due nuove categorie: in una confluirebbero sia i revisori attivi che quelli inattivi – coloro cioè che non svolgono  attività di revisione da almeno tre anni – mentre la seconda sarebbe riservata a professionisti incaricati di pratiche diverse da quelle di revisione, ad esempio in ambito sindacale o finalizzate a una perizia o altre attestazioni. Tale categoria verrebbe esentata dal controllo di qualità e dal pagamento del contributo annuale, e quindi in tal senso rimarrebbe invariata la disciplina in vigore oggi.

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Al contrario, per quanto concerne gli obblighi di formazione continua, che attualmente non riguardano i revisori inattivi, verrebbero estesi a entrambi le sezioni, a partire dal 1° gennaio 2017.

Il 17 giugno 2016 è il termine ultimo per il recepimento della direttiva.

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Dott. Luciano Leonello Godoli

Specializzato nei rapporti internazionali, consulenze finanziarie e stragiudiziale

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