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Dubai: il periodo d’oro per costituire la tua azienda negli Emirati. Parola di advisor della Camera di Commercio italiana.

Lo sapevi che tra 4 anni a Dubai si terrà l’EXPO 2020 Connecting Minds, Creating the Future”, una delle più importanti esposizioni universali a livello internazionale? E sapevi che sempre a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti sono state istituite delle Free Zone? Queste permettono delle condizioni vantaggiose per le aziende che desiderassero investire negli Emirati, come ad esempio l’esenzione dai dazi sull’importazione e l’esportazione o ancora la facilità di intraprendere un’attività senza la presenza di un socio locale.

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Le valutazioni da fare per internazionalizzare un’azienda

Sviluppare un progetto di espansione internazionale è un’attività che richiede un’adeguata preparazione, competenze specifiche e tempo. Questa è una sintesi dei fattori da tenere presente prima d’intraprendere un percorso di internazionalizzazione.

Pianificare con la massima accuratezza

I tentativi improvvisati sono perdite di tempo e risorse. La preparazione deve essere minuziosa: dalla ricerca di dati e notizie utili, alla definizione dei budget da destinare all’iniziativa, ogni aspetto deve essere analizzato nel modo più approfondito possibile. Anche per poter disporre della documentazione necessaria a ricevere eventuali finanziamenti.

Prefissare risultati raggiungibili

Per penetrare un mercato estero è indispensabile effettuare degli investimenti mirati. Il ritorno che si ottiene è inevitabilmente collegato alle risorse umane ed economiche impiegate nell’operazione.

Identificare il mercato più adatto

Questa è una scelta di fondamentale importanza, che va ponderata dopo aver accumulato una massa critica di informazioni, non solo di tipo economico ma anche politico, sociale e legislativo. Per fare una valutazione attendibile, è opportuno utilizzare i dati raccolti per alimentare dei modelli matematici, in modo da trovare gli sbocchi con le prospettive migliori: quelli in cui si hanno maggiori possibilità di distinguersi dai competitor.

Rimodulare la propria offerta

Le politiche commerciali adottate a livello nazionale devono essere adattate alle caratteristiche del mercato estero in cui ci si vuole espandere. In base alle differenze riscontrate, è necessario ripensare le strategie di marketing che determinano i prezzi, le modalità di comunicazione, gli obiettivi, i canali distributivi, ecc.

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Definire i ruoli

I nuovi incarichi che un piano di internazionalizzazione presuppone, devono essere assegnati in modo chiaro all’interno dell’azienda, seguendo logiche basate sulle competenze delle figure selezionate per attuare il progetto. Il team che si occupa dell’export deve operare sinergicamente e con compiti ben definiti.

Fare attenzione ai pagamenti e a eventuali tassi di cambio

Specialmente in alcuni Paesi in via di sviluppo si possono incontrare delle difficoltà nel far rispettare gli accordi contrattuali. Pertanto vanno stabilite delle condizioni di vendita e scelte delle modalità di pagamento che tutelino il più possibile l’azienda che esporta. Anche la fluttuazione monetaria è un tema da non trascurare.

Evidenziare possibili criticità legate ai trasporti

La movimentazione della merce implica varie problematiche, in particolare quando le distanze da coprire sono considerevoli. Fattori quali il costo, il tempo e l’affidabilità dei servizi di trasporto vanno tenuti in debita considerazione.

Creare testi e archivi dedicati

Oltre a prevedere una traduzione professionale di contratti e strumenti di comunicazione, tutto il materiale relativo all’export, dalla corrispondenza ai documenti con valore legale, deve avere una collocazione funzionale e separata dagli altri incartamenti.

Rivolgersi a degli esperti di internazionalizzazione

Se vuoi approfondire le opportunità che un nuovo mercato potrebbe offrire alla tua azienda, il primo passo da fare per iniziare questo percorso nel modo più proficuo è fissare un appuntamento gratuito con un consulente che ha già aiutato importanti aziende italiane ad incrementare il business con l’estero.

 

 

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Dott. Luciano Leonello Godoli

Specializzato nei rapporti internazionali, consulenze finanziarie e stragiudiziale

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Ruling internazionale: gli aggiornamenti delle norme vigenti

Novità per quanto riguarda il ruling internazionale. Con il provvedimento n. 42295 del 21 marzo viene attuata la disciplina introdotta dall’art.1 del DLgs. 147/2015 (il Decreto Legislativo che dispone le misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese).

Che cosa si intende con impresa con attività internazionale? Un’impresa del genere è un’azienda residente nel territorio italiano che, in alternativa o congiuntamente:

  • abbia un patrimonio, un fondo o un capitale partecipato da soggetti non residenti nel territorio dello Stato;
  • si trovi in una o più delle condizioni specificate nell’art. 110 comma 7 del TUIR, rispetto a società non residenti;
  • porti avanti la sua attività attraverso un’organizzazione residente in un altro stato;
  • abbia corrisposto o percepito dividendi, royalties o interessi da soggetti non residenti.

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Inoltre, riguardo agli accordi preventivi, gli ambiti di operatività si definiscono con:

  • la definizione in contraddittorio in via preventiva dei metodi di calcolo del valore normale di tutti i prezzi di trasferimento.
  • la preventiva definizione in contraddittorio dei valori d’uscita o d’ingresso in caso di trasferimento della residenza all’estero o in Italia
  • l’applicazione a un caso concreto di norme concernenti attribuzione degli utili e delle perdite all’organizzazione estera di un’impresa o ente residente in Italia di un soggetto non residente; erogazione o percezione di dividendi, interessi e royalties da soggetti non residenti;
  • la valutazione preventiva della sussistenza o meno dei requisiti che configurano una stabile organizzazione nel territorio dello Stato

Questo provvedimento definisce le modalità di prestazione della richiesta, le modalità di verifica dei termini, del sopravvenuto mutamento delle condizioni di fatto o di diritto dell’accordo e la procedura per ottenerlo. Esso si applica agli accordi preventivi anche già avviati e non ancora conclusi.

Come procedere?

Per accedere alla procedura le imprese devono consegnare o inviare tramite raccomandata (con avviso di ricevimento) un’istanza all’Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali della Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia alla sezione di Roma o di Milano. La richiesta deve contenere: i dettagli dell’impresa; l’indicazione dell’oggetto dell’accordo preventivo e la relativa descrizione; la documentazione attestante i requisiti; la firma del legale. Se tutti i dati saranno conformi, entro trenta giorni verrà comunicata l’ammissibilità dell’istanza; in caso contrario verranno dati ulteriori 30 giorni per procedere all’integrazione della stessa. L’istanza può essere dichiarata inammissibile qualora manchino gli elementi richiesti, la documentazione non sia idonea oppure qualora l’integrazione non avvenga  nei termini stabiliti.

L’internazionalizzazione è un’opportunità, ma è necessario conoscere tutte le norme per procedere in modo efficace. Il nostro studio può guidarti in modo sicuro verso i tuoi obiettivi, senza che tu ti debba preoccupare dei cavilli burocratici.

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2016: contributi per l’internazionalizzazione delle imprese

Il Made in Italy è un marchio che all’estero ha un prestigio non indifferente, spesso associato a prodotti artigianali e di qualità. Per questo motivo molte aziende, soprattutto nel settore alimentare e della moda, decidono di appropriarsi (in modi più o meno leciti) del fregio di “prodotto in Italia”.

Proprio per contrastare la contraffazione dei prodotti “Made in Italy” il Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto dei contributi a favore dell’internazionalizzazione per lo svolgimento di attività promozionali nel 2016.

Per poter usufruire dei contributi, i consorzi devono rispettare determinati requisiti:

  • devono essere costituiti ai sensi degli art. 2602 e 2612 e C.C. oppure essere società consortili o cooperative costituite  da PMI dei settori industriale, commerciale, turistico, artigianali, dei servizi, agricolo, agroalimentare ed ittico con sede in Italia. Sono ammessi anche enti pubblici e privati, tra cui banche ed imprese di grandi dimensioni, rispettando determinati requisiti specifici;
  • essere senza scopo di lucro;
  • avere come obiettivo l’internazionalizzazione dei prodotti e dei servizi delle imprese;
  • essere iscritti nel registro delle imprese ed essere in stato di attività;
  • avere un fondo consortile completamente sottoscritto, versato per almeno il 25%;
  • non essere in liquidazione o soggetti a procedure concorsuali.

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Tra le iniziative che possono essere portate avanti con i contributi per l’internazionalizzazione ci sono (all’articolo 4 del Decreto Direttoriale):

  • incontri bilaterali fra operatori esteri e all’estero
  • partecipazione a fiere e saloni a livello internazionale;
  • show-room temporanei;
  • incoming di operatori esteri;
  • eventi collaterali alle fiere internazionali;
  • azioni di comunicazione operate sul mercato estero;
  • workshop e seminari basati in Italia con operatori esteri o all’estero;
  • realizzazione e registrazione del marchio consortile;
  • attività di formazione specialistica per la fase d’internazionalizzazione.

Requisiti dei progetti e presentazione della domanda

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I progetti per le attività di internazionalizzazione devono soddisfare determinati requisiti:

  • la spesa del progetto deve essere non inferiore a € 50.000,00 e non superiore a € 400.000,00;
  • il progetto deve coinvolgere almeno 5 PMI consorziate provenienti da almeno 3 regioni italiane diverse;
  • se i consorzi hanno sede legale in Sicilia o Valle D’Aosta, il progetto può avere una struttura monoregionale;
  • il progetto non deve prevedere la partecipazione di aziende in fase di liquidazione o soggette a procedure penali.

Prevedi  con i tuoi Partner consorziati di voler investire in progetti internazionali che includano attività di promozione? Ci sono moltissime opportunità all’estero, mercati in via di sviluppo e investitori che cercano la qualità del Made in Italy: i contributi del Ministero dello Sviluppo Economico possono costituire un’ottima opportunità per sviluppare la tua impresa. Intendi presentare la domanda? Sappiamo quanto è importante il tuo business: è per questo che noi ci occuperemo di tutta la parte amministrativa e burocratica, consentendoti di concentrarti completamente sui tuoi progetti.

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