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Gli incentivi fiscali automatici del piano Industria 4.0

Il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda ha fornito interessanti anticipazioni in merito agli incentivi fiscali automatici – che quindi potranno essere iscritti a bilancio senza il bisogno dell’autorizzazione ministeriale – previsti dal piano Industria 4.0, prossimo a diventare parte integrante della legge di bilancio.

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Le acquisizioni delle aziende italiane all’estero

La differenza tra le acquisizioni straniere nel nostro Paese e quelle effettuate da aziende italiane all’estero è abissale: secondo il database  Zephyr di Bureau van Dijk, nel 2015 i due dati sono stati rispettivamente di 74 e 3,6 miliardi di euro.

Tuttavia va rilevato un aspetto positivo, ossia l’incremento degli investimenti italiani rispetto all’anno precedente, quando si erano fermati a 2,9 miliardi di euro. Una cifra decisamente inferiore se confrontata con quelle raggiunte in precedenza: nel 2013 era pari a 9,6 miliardi di euro, nel 2012 a 6,7 e nel 2011 ammontava invece a 13 miliardi.

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L’operazione più consistente del 2015 è stata quella portata a termine nei Paesi Bassi dalle Assicurazioni Generali (1,2 miliardi di euro), seguita da un’acquisizione che Snam ha concluso in Austria (489 milioni). Gli altri investimenti hanno riguardo prevalentemente imprese situate in Gran Bretagna (480 milioni), francesi (406 milioni) e tedesche (374 milioni).

Si nota quindi immediatamente che gli obiettivi delle aziende italiane sono concentrati nell’Europa Occidentale: d’altronde si tratta di un’area geografica particolarmente interessata da operazioni di M&A, visto che nel 2015 hanno prodotto un trasferimento di 1.734 miliardi di dollari, contro i 1.156 del 2014.

internazionalizzazione

A livello globale, il 2015 è stato caratterizzato da un movimento di capitali legato al M&A mai registrato prima: 6.143 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti hanno confermato la loro dinamicità, contribuendo a stabilire questo record con la quota più alta (1.942 miliardi di dollari), mentre la seconda piazza spetta alla Cina (970 miliardi di dollari).

Se la tua azienda guarda all’estero per porre in atto un’acquisizione strategica o comunque avviare un processo di internazionalizzazione, confrontati con chi è in grado di fornirti indicazioni preziose: prenota un appuntamento con un nostro consulente esperto in progetti di espansione internazionale.

 

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Dott. Luciano Leonello Godoli

Specializzato nei rapporti internazionali, consulenze finanziarie e stragiudiziale

 

 

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Una nuova Legge in materia di investimenti esteri

Una nuova Legge – la n. 122 del 7 luglio 2016 – ha introdotto diverse novità che riguardano i soggetti titolari di investimenti esteri.

Una delle principali è quella relativa all’abrogazione retroattiva al 1° gennaio 2016 del D.Lgs. 84/2005, il quale, in attuazione della “Direttiva Risparmio” 2003/48/CE, ha imposto lo scambio automatico di informazioni concernenti interessi e altri redditi finanziari tra le amministrazioni fiscali degli Stati comunitari.

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Stati come la Svizzera, con i quali sono in vigore accordi particolari, sono invece tenuti a effettuare un prelievo pari al 35%: la cosiddetta euroritenuta. È stato però recentemente ratificato dal Parlamento svizzero un accordo che prevede che lo scambio di dati inizierà a partire dal 2018 – quindi sarà relativo al 2017 – e la stessa tempistica è stata concordata anche con l’Austria, che finora ha rappresentato un’eccezione comunitaria, avendo optato per l’euroritenuta.

La nuova Legge non mira a porre fine allo scambio automatico, bensì ad allargarne il campo di applicazione anche in luce dei cambiamenti di cui sono state oggetto le fonti normative nel corso del tempo.

Ad esempio, come previsto dalla Direttiva 2014/107/UE, lo scambio di dati riguardante il 2016 – che è stato disciplinato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con il D.M. 28 dicembre 2015 – interesserà la generalità dei redditi di natura finanziaria e coinvolgerà anche Stati non comunitari che hanno aderito alla Convenzione Multilaterale sulla mutua assistenza ai fini fiscali.

Storia

Una gestione ottimale degli investimenti esteri richiede il supporto di professionisti abituati a occuparsi di operazioni di natura finanziaria in ambito internazionale. Lo Studio Godoli è membro di PKF International, un network di società indipendenti specializzate nella consulenza e revisione aziendale con più di 500 sedi nel mondo. Fissa un appuntamento per esporre i tuoi obiettivi a un consulente che ti spiegherà come raggiungerli.

 

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Dott.ssa Graziella Stefania Barone

Specializzata in consulenza fiscale e procedure concorsuali

 

 

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Le valutazioni da fare per internazionalizzare un’azienda

Sviluppare un progetto di espansione internazionale è un’attività che richiede un’adeguata preparazione, competenze specifiche e tempo. Questa è una sintesi dei fattori da tenere presente prima d’intraprendere un percorso di internazionalizzazione.

Pianificare con la massima accuratezza

I tentativi improvvisati sono perdite di tempo e risorse. La preparazione deve essere minuziosa: dalla ricerca di dati e notizie utili, alla definizione dei budget da destinare all’iniziativa, ogni aspetto deve essere analizzato nel modo più approfondito possibile. Anche per poter disporre della documentazione necessaria a ricevere eventuali finanziamenti.

Prefissare risultati raggiungibili

Per penetrare un mercato estero è indispensabile effettuare degli investimenti mirati. Il ritorno che si ottiene è inevitabilmente collegato alle risorse umane ed economiche impiegate nell’operazione.

Identificare il mercato più adatto

Questa è una scelta di fondamentale importanza, che va ponderata dopo aver accumulato una massa critica di informazioni, non solo di tipo economico ma anche politico, sociale e legislativo. Per fare una valutazione attendibile, è opportuno utilizzare i dati raccolti per alimentare dei modelli matematici, in modo da trovare gli sbocchi con le prospettive migliori: quelli in cui si hanno maggiori possibilità di distinguersi dai competitor.

Rimodulare la propria offerta

Le politiche commerciali adottate a livello nazionale devono essere adattate alle caratteristiche del mercato estero in cui ci si vuole espandere. In base alle differenze riscontrate, è necessario ripensare le strategie di marketing che determinano i prezzi, le modalità di comunicazione, gli obiettivi, i canali distributivi, ecc.

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Definire i ruoli

I nuovi incarichi che un piano di internazionalizzazione presuppone, devono essere assegnati in modo chiaro all’interno dell’azienda, seguendo logiche basate sulle competenze delle figure selezionate per attuare il progetto. Il team che si occupa dell’export deve operare sinergicamente e con compiti ben definiti.

Fare attenzione ai pagamenti e a eventuali tassi di cambio

Specialmente in alcuni Paesi in via di sviluppo si possono incontrare delle difficoltà nel far rispettare gli accordi contrattuali. Pertanto vanno stabilite delle condizioni di vendita e scelte delle modalità di pagamento che tutelino il più possibile l’azienda che esporta. Anche la fluttuazione monetaria è un tema da non trascurare.

Evidenziare possibili criticità legate ai trasporti

La movimentazione della merce implica varie problematiche, in particolare quando le distanze da coprire sono considerevoli. Fattori quali il costo, il tempo e l’affidabilità dei servizi di trasporto vanno tenuti in debita considerazione.

Creare testi e archivi dedicati

Oltre a prevedere una traduzione professionale di contratti e strumenti di comunicazione, tutto il materiale relativo all’export, dalla corrispondenza ai documenti con valore legale, deve avere una collocazione funzionale e separata dagli altri incartamenti.

Rivolgersi a degli esperti di internazionalizzazione

Se vuoi approfondire le opportunità che un nuovo mercato potrebbe offrire alla tua azienda, il primo passo da fare per iniziare questo percorso nel modo più proficuo è fissare un appuntamento gratuito con un consulente che ha già aiutato importanti aziende italiane ad incrementare il business con l’estero.

 

 

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Dott. Luciano Leonello Godoli

Specializzato nei rapporti internazionali, consulenze finanziarie e stragiudiziale

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