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I prodotti italiani continuano a produrre risultati importanti all’estero

Sempre più apprezzato il Made in Italy nel mondo: secondo i dati diffusi recentemente dalla CGIA di Mestre, il saldo commerciale, ovvero la differenza tra l’export e l’import, nel 2015 è stato pari a 122,4 miliardi di euro, con un aumento che sfiora il 40% rispetto ai 88,4 miliardi registrati nel 2009.

Quattro sono le principali aree merceologiche da cui dipende questo record:  l’automazione meccanica, l’abbigliamento-moda, l’arredo-casa e l’alimentare-bevande.

La prima è quella che racchiude i comparti con i saldi più ragguardevoli: ad esempio quello che comprende macchinari e altri prodotti come rubinetteria e utensili, ha raggiunto la ragguardevole somma di 49,8 miliardi.

Significativo anche il risultato ottenuto dalle aziende che producono tessile-abbigliamento-calzature, le quali possono vantare un saldo di 17,6 miliardi, nonché quello conseguito dalle imprese che realizzano prodotti in metallo (bulloneria, imballaggi leggeri, catene, molle, ecc.): 11,1 miliardi.

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Altri prodotti italiani che riscontrano un indiscusso successo a livello internazionale sono i mobili, con un saldo di 7,2 miliardi, gli apparecchi elettrici come frigoriferi, lavatrici, e generatori, il cui saldo ha toccato quota 6,5 miliardi, e non ultimi i materiali non metalliferi, quali vetro, porcellana e ceramica, capaci di generare un saldo positivo di 6,4 miliardi di euro.

Rendicontazioni meno lusinghiere giungono invece da quei settori manifatturieri identificati con la definizione “altri prodotti”, nella quale vengono inglobati, per esempio, i computer, la chimica-farmaceutica, i prodotti metallurgici, il tabacco e il comparto legno-carta. Tutti questi settori hanno chiuso in rosso, producendo un saldo negativo che complessivamente ammonta a 28,8 miliardi. Nella categoria “altri prodotti” l’unica nota di ottimismo arriva dagli autoveicoli, che hanno chiuso con un differenziale positivo pari a 290 milioni di euro.

I mercati internazionali offrono notevoli opportunità alle aziende italiane: per coglierle tutte richiedi un appuntamento con un consulente che ti spiegherà quali sono gli step obbligatori per internazionalizzare efficacemente un’impresa.

 

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Dott. Luciano Leonello Godoli

Specializzato nei rapporti internazionali, consulenze finanziarie e stragiudiziale

 

 

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2016: contributi per l’internazionalizzazione delle imprese

Il Made in Italy è un marchio che all’estero ha un prestigio non indifferente, spesso associato a prodotti artigianali e di qualità. Per questo motivo molte aziende, soprattutto nel settore alimentare e della moda, decidono di appropriarsi (in modi più o meno leciti) del fregio di “prodotto in Italia”.

Proprio per contrastare la contraffazione dei prodotti “Made in Italy” il Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto dei contributi a favore dell’internazionalizzazione per lo svolgimento di attività promozionali nel 2016.

Per poter usufruire dei contributi, i consorzi devono rispettare determinati requisiti:

  • devono essere costituiti ai sensi degli art. 2602 e 2612 e C.C. oppure essere società consortili o cooperative costituite  da PMI dei settori industriale, commerciale, turistico, artigianali, dei servizi, agricolo, agroalimentare ed ittico con sede in Italia. Sono ammessi anche enti pubblici e privati, tra cui banche ed imprese di grandi dimensioni, rispettando determinati requisiti specifici;
  • essere senza scopo di lucro;
  • avere come obiettivo l’internazionalizzazione dei prodotti e dei servizi delle imprese;
  • essere iscritti nel registro delle imprese ed essere in stato di attività;
  • avere un fondo consortile completamente sottoscritto, versato per almeno il 25%;
  • non essere in liquidazione o soggetti a procedure concorsuali.

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Tra le iniziative che possono essere portate avanti con i contributi per l’internazionalizzazione ci sono (all’articolo 4 del Decreto Direttoriale):

  • incontri bilaterali fra operatori esteri e all’estero
  • partecipazione a fiere e saloni a livello internazionale;
  • show-room temporanei;
  • incoming di operatori esteri;
  • eventi collaterali alle fiere internazionali;
  • azioni di comunicazione operate sul mercato estero;
  • workshop e seminari basati in Italia con operatori esteri o all’estero;
  • realizzazione e registrazione del marchio consortile;
  • attività di formazione specialistica per la fase d’internazionalizzazione.

Requisiti dei progetti e presentazione della domanda

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I progetti per le attività di internazionalizzazione devono soddisfare determinati requisiti:

  • la spesa del progetto deve essere non inferiore a € 50.000,00 e non superiore a € 400.000,00;
  • il progetto deve coinvolgere almeno 5 PMI consorziate provenienti da almeno 3 regioni italiane diverse;
  • se i consorzi hanno sede legale in Sicilia o Valle D’Aosta, il progetto può avere una struttura monoregionale;
  • il progetto non deve prevedere la partecipazione di aziende in fase di liquidazione o soggette a procedure penali.

Prevedi  con i tuoi Partner consorziati di voler investire in progetti internazionali che includano attività di promozione? Ci sono moltissime opportunità all’estero, mercati in via di sviluppo e investitori che cercano la qualità del Made in Italy: i contributi del Ministero dello Sviluppo Economico possono costituire un’ottima opportunità per sviluppare la tua impresa. Intendi presentare la domanda? Sappiamo quanto è importante il tuo business: è per questo che noi ci occuperemo di tutta la parte amministrativa e burocratica, consentendoti di concentrarti completamente sui tuoi progetti.

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